Skip navigation.
Home
Oipa Italia Onlus - Sezione di Novara

Corride e feste popolari

Prima di entrare nell’arena
il toro viene sottoposto a droghe e purghe per indebolire le sue
forze, viene percosso sulle reni con sacchi di sabbia, gli viene
messa vaselina negli occhi per annebbiargli la vista, gli viene
infilata della stoppia nelle narici e nella gola per impedirgli
di respirare e gli vengono limate a vivo le corna, scoprendo i nervi,
in modo da rendergli doloroso l’atto di incornare.

Il torero non è mai solo nell’arena, ma è circondato
da banderilleros e picadores ed entra in scena solo dopo che il
toro è stato quasi completamente annientato. Quando entra
nell’arena il toro viene colpito da più parti con banderrillas
(arpioni) e picas (lance) per procurargli emorragie e stordimento.


A spettacolo concluso il toro viene trascinato via agonizzante e
gli vengono tagliate, mentre è ancora vivo, coda, orecchie
e testicoli (che il torero mostra in arena come trofeo).

Il toro non è l’unica vittima delle corride: i cavalli
dei picadores vengono bendati o accecati per impedirgli di vedere
il toro che li carica.

La bardatura che hanno sui fianchi, anche se può sembrare
una protezione, in realtà impedisce al pubblico di vedere
il cavallo sventrato dal toro.

Più di 600 corride si svolgono annualmente nella sola Spagna.
Questo massacro di massa, tradizionale non solo in Spagna, ma anche
in Portogallo e nel Sud della Francia, viene finanziato dallo Stato
dove si svolge la corrida e perfino dall’Unione Europea.

L’82% degli Spagnoli è contrario alle corride, che
sopravvivono grazie al turismo.

La maggior parte delle feste popolari in Italia, è
di carattere patronale.

Dai buoi di Montefalco (PG) e Chieuti (FG), agli asini di Parma,
passando per le rane, le colombe, gli agnelli, i capretti, i galli,
le oche, gli animali, al riparo della tradizione, si frustano, accecano,
si usano come bersagli, vengono arsi vivi, vengono gettati dai campanili,
vengono obbligati a correre su percorsi accidentati e pericolosi.

Festa di risonanza nazionale, il Palio di Siena, nasconde dietro
le quinte alcune atrocità. I cavalli utilizzati sono troppo
veloci per il tipo di percorso e vengono pesantemente drogati.

Costretti a correre su un percorso inadatto, si procurano frequentemente
lesioni di tale gravità da comportare l’abbattimento.

Foto cavallo morente palio Siena

Il bilancio finale è di 3 cavalli morti ogni anno. Intorno
al Palio si è creato un giro d’affari elevatissimo,
che si basa sul turismo e sulla vendita dei diritti televisivi.

Moderni gladiatori, milioni di animali vengono sacrificati al nostro
divertimento.